Assemblea dei Dipendenti della Comunità Montana del 15 dicembre 2011: approvato un documento all’unanimità

I Dipendenti (con contratto pubblico) della Comunità Montana dei Monti Martani, Serano e Subasio riunitisi presso la sede operativa di Spoleto dell’Ente (in seconda convocazione alle ore 12,00 del 15 dicembre 2011) hanno approvato all’UNANIMITA’ il documento allegato, chiedendo a Sindacati, Regione e Sindaci del territorio un confronto continuo sulla Riforma endoregionale e ai Sindacati di aprire un tavolo di trattativa con la Regione e i Sindaci su tutti i punti espressi nel documento stesso (allegato a questa pagina).

I Dipendenti dell’Ente:

  • in questo clima d’incertezza istituzionale nel quale non è ben chiaro neppure a livello nazionale quale sarà il futuro assetto degli Enti locali (per la prevista trasformazione delle Province),
  • in questo periodo di crisi economica in cui lo Stato centrale taglia continuamente risorse agli Enti locali,
  • in questo momento in cui la modifica del sistema previdenziale sta drammaticamente allungando i tempi di raggiungimento della pensione (annullando ogni beneficio derivante dall’esodo incentivato – previsto nella Riforma – e dilatando, di fatto, anche ogni ipotizzabile vantaggio “in progress” derivante dal blocco del turn over)

RITENGONO NECESSARIO E IRRINUNCIABILE ATTIVARE E
MANTENERE NEL TEMPO UN CONFRONTO APERTO TRA TUTTE LE PARTI INTERESSATE PER GIUNGERE AD UNA PROFONDA REVISIONE DELLA RIFORMA DEL SISTEMA ENDOREGIONALE DELL’UMBRIA PER COME È, AD OGGI, FORMULATA!

Lundì 19 dicembre 2011, la Riforma endoregionale sarà discussa in Consiglio regionale (terzo punto all’ordine del giorno, inizio lavori ore 10.00).

Per maggiori informazioni si possono contattare le RSU della Comunità Montana.

Documento approvato all’unanimità dall’Assemblea dei dipendenti dell’Ente del 15 dicembre 2011

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Un elenco di buoni motivi per cui vale la pena difendere le Comunità Montane.

  1. L’Umbria è il polmone verde d’Italia  (la percentuale di territorio montano regionale è pari all’85,8%, la popolazione montana regionale è pari al 64% del totale regionale, l’Umbria, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia sono le regioni italiane ad avere la superficie boscata più elevata, in rapporto alla superficie totale).
  2. La Montagna è una grande  risorsa:  prenderne coscienza e valorizzarla è un dovere  di tutti i cittadini.
  3. La corretta gestione della montagna è condizione essenziale per scongiurare disastri ambientali  (frane, allagamenti, ecc.) che inevitabilmente interesserebbero anche le valli e la pianura.
  4. La gestione e la salvaguardia delle zone montane è stata assicurata finora in Umbria da quasi 40 anni di attività  delle Comunità Montane.
  5. L’eventuale soppressione delle Comunità Montane metterebbe in pericolo lo svolgimento delle funzioni a tutela della montagna.
  6. La capacità professionale e le conoscenze dei territori del personale dipendente, acquisite in tanti anni di esperienza, verrebbero disperse per sempre,  e non sarebbero facilmente  sostituibili.
  7. La riforma in itinere aggraverebbe soltanto i costi pubblici senza alcun beneficio per i cittadini.
  8. L’Umbria sarebbe l’unica Regione ad abolire le Comunità Montane  mentre  nelle altre Regioni questi Enti continuano a svolgere la loro funzione (per il 2011 è stato infatti rifinanziato il fondo statale sulla montagna).
  9. Il costo delle Comunità Montane incide con una percentuale minima sul bilancio regionale, eppure sono solo e sempre le Comunità Montane i primi Enti locali oggetto di riforme.
  10. “Raccontare come stanno le cose [vedi documento di Riforma allegato] vuol dire non subirle” ( da “Vieni Via con me” di Roberto Saviano)

Ma c’è chi la pensa diversamente: leggi questo articolo!

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