Notice

Movimenti di terreno che non comportano cambiamenti di destinazione d'uso dei terreni

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I movimenti di terreno che non comportano cambiamenti di destinazione d’uso devono essere sottoposti all’autorizzazione dell’ente competente per territorio con i procedimenti amministrativi previsti all’articolo 65 del R.r. n. 7/2002.

Gli interventi autorizzati devono essere effettuati sulla base di un progetto di intervento, redatto da tecnico abilitato all’esercizio della professione.

Fanno parte del progetto di intervento:

  • relazione tecnica che contenga la descrizione della morfologia del terreno, del tipo e modalità di lavoro e dei movimenti di terra ed indichi le eventuali opere ed accorgimenti tecnici necessari ad evitare frane ed erosioni la localizzazione e stoccaggio provvisorio e definitivo dell’eventuale terreno di risulta
  • relazione geologica che definisca in particolare il livello di pericolosità idrogeologica prima e dopo l’intervento
  • corografia con ubicazione dell’area su carta topografica in scala 1:25.000
  • ubicazione degli interventi su carta plano-altimetrica a scala non inferiore a 1:10.000
  • planimetria catastale a scala non inferiore a 1:2.000, con indicazione della superficie di intervento
  • elaborati progettuali con sezioni di sbancamento e riporto che evidenzino l’andamento del profilo del terreno allo stato attuale e allo stato di progetto, prolungate per almeno venti metri a monte e a valle dell’area interessata dall’intervento

Per i mancati adempimenti previsti dal progetto di intervento autorizzato o per l’esecuzione dei lavori senza la prescritta autorizzazione viene applicata la sanzione amministrativa di cui all’articolo 48, comma 11, della L.r. n. 28/2001.

Art. 64 del R.r. n. 7/2002  - È consentita la realizzazione di operazioni di piccola entità che non modificano in modo permanente lo stato del suolo, che non pregiudicano il ripristino della vegetazione e che comunque non determinano mutamento di destinazione.

Sono considerate operazioni di piccola entità:

  • modifiche architettoniche di fabbricati quale realizzazione di volumi non abitativi
  • impianti a rete e recinzioni realizzati con infissione di pali che non interessano fossi e che non comportano il taglio di alberi
  • posa in opera di segnaletica stradale e cartellonistica pubblicitaria e di barriere stradali
  • messa a dimora di piante.

Per la realizzazione di interventi di piccola entità che non modificano in modo permanente lo stato del suolo, che non pregiudicano il ripristino della vegetazione e che comunque non  determinano mutamento di destinazione deve essere presentata comunicazione di intervento, conforme all’allegato H (COMUNICAZIONE DI INTERVENTO) del R.r. n. 7/2002, all’ente competente per territorio con i procedimenti amministrativi previsti all’articolo 65.

Sono considerati interventi di piccola entità:

  • interventi di scavo che hanno contemporaneamente una profondità non superiore a 0,5 metri ed una estensione non superiore a trenta metri quadrati
  • modeste opere edilizie quali: cordoli, recinzioni che comportano muri di sostegno, movimentazioni in lastre per percorsi pedonali di accesso ad abitazioni autorizzate, pavimentazioni che non comportano impermeabilizzazione del suolo, piccole tettoie con opere fondali superficiali
  • impianti a rete interni al lotto in cui insiste una abitazione autorizzata, compresi pozzetti che comportino scavi di profondità non superiore a 0,5 metri, purché non ricadenti in bosco
  • opere di sistemazione idraulica-forestale con tecniche di ingegneria naturalistica atte al rinverdimento che non comportano scavi di profondità superiore a 0,5 metri
  • livellamento dei terreni soggetti a periodica lavorazione, purché interessi uno spessore massimo di 0,5 m, non venga aumentata la pendenza media del terreno e non siano create aree di ristagno delle acque
  • chiusura di falle o fratture negli argini
  • reti di adduzione idrica realizzati su pascoli e terreni agricoli a fini zootecnici con una profondità massima di 0,5 metri
  • impianti di irrigazione realizzati su terreni agricoli aventi pendenza media non superiore al 15%
  • messa in sicurezza di versanti instabili con la posa in opera di reti paramassi per pubblica incolumità comprensiva del taglio della vegetazione presente ed il disgaggio di massi e pietre

Nel caso di interventi eseguiti, nell’ambito dei limiti di cui ai commi precedenti, in difformità alla comunicazione o senza la prescritta comunicazione viene applicata la sanzione amministrativa di cui all’articolo 48, comma 12, della l.r. 28/2001.

Per gli interventi che superano i limiti di cui al comma 2, oltre alla sanzione di cui al precedente comma 3, viene applicata la sanzione amministrativa di cui all’articolo 48, comma 11, della l.r. 28/2001.

In allegato il file con il testo della L.R. 28/2001(in formato pdf - 102,0 kb)

In allegato il file con il testo del Regolamento regionale 7/2002 di attuazione della L.R. 28/2001 (in formato pdf - 852,0 kb)

La modulistica per la richiesta di autorizzazione per il vincolo idrogeologico ai sensi della L.R. 28/2001, REGOLAMENTO  N° 11 DEL 16/07/2012, è disponibile presso le sedi dell'Ente, lo Sportello del Cittadino di Spoleto, i Telecentri SIM della Comunità montana e la puoi scaricare facilmente da questa pagina e dalla pagina dei downloads.

 

Settore competente: Settore vincolo idrogeologico

  • Responsabile: dott. geol. Antonio Nini (email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
  • Giorgio Piermatti (email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
  • Mauro Bianchini (email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
  • Antonietta Minni (email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
  • per comunicazioni telefoniche 0742 751918 (diretto ufficio Responsabile)
  • fax 0742751937 (fax sede legale di Valtopina)