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Le miniere del comprensorio e l'Associazione Amici delle Miniere

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La storia della città di Spoleto e di tutta la Valle Umbra è stata caratterizzata per circa cento anni dal lavoro delle miniere, con vari cantieri per l’estrazione della lignite presenti un po’ ovunque, come a Gubbio (Branca), Cottanello, Aspra, Terni (Colle dell’Oro), Torgiano, Tavernelle e Pietrafitta, Fontivecchie, Collazzone, Dunarobba, Massa Martana e Collesecco.

L’area mineraria più importante senz’altro è stata quella di Morgnano (Spoleto), con i cantieri Orlando, S.Croce, S.Silvestro, S.Angelo, Uncinano.

Numerosi pozzi di estrazione giungevano fino quasi a 400 metri di profondità, con centinaia di chilomatri di gallerie che si intersecavano da S.Angelo in Mercole fino a Maiano; una teleferica portava il minerale dai cantieri di Bastardo fino a Morgnano, ove una ferrovia mineraria serviva tutta l’area di coltivazione, connettendola alla rete ferroviaria statale.
Nell’area di Morgnano, in corrispondenza del cantiere centrale, si sviluppò praticamente una cittadina, con numerosi impianti (tramogge, essiccatoi, cava di argilla, fornace per mattoni, officina elettrica, infermeria, mensa, ecc), di cui oggi restano ancora alcune testimonianze, progressivamente erose dal tempo e dall’oblio.

Quella delle miniere, per Spoleto fu una vera epopea operaia e contadina che vide protagonista gran parte della popolazione, anche se con ruoli diversi.

Le testimonianze giunte a noi ci mostrano immagini che sembrano tratte da un libro di avventure, con eroi, comparse e caratteristi che ci narrano una storia durata cento anni.

È stata una vicenda forte, che ha contribuito allo sviluppo economico della città e dato lavoro a numerose famiglie, non poche delle quali hanno dovuto pagare un contributo di vite umane, rimasto nella memoria collettiva.

Basti ricordare la tremenda esplosione, avvenuta il 22 marzo 1955, che costò la vita a ventitré minatori. Fu ancora il grisou a provocarla, nel cantiere Orlando centrale, alle cinque e quaranta del mattino, a pochi minuti dalla fine del terzo turno di notte.

A partire dal 1950, mentre la Terni, azienda a partecipazione statale, proprietaria delle miniere, cominciava lo stillicidio dei licenziamenti a Spoleto e chiudeva le miniere al Bastardo, i minatori, le loro organizzazioni e gli Enti locali diedero il via a una fittissima rete di iniziative per salvare l’industria mineraria, ma nell’ottobre del 1961, a cento anni circa dall’avvio dell’attività, fu scritta praticamente la parola “fine” sulla lunga storia delle miniere di Morgnano.

Per ricordare questo passato così importante da un punto di vista sociale e culturale non solo per la città di Spoleto ma come detto per buona parte della regione, a Spoleto su iniziativa della locale Comunità montana, del Comune di Spoleto, della Provincia di Perugia, di numerosi privati cittadini, spesso con un passato familiare direttamente interessato dalle vicende delle miniere del comprensorio, è sorta l’Associazione Amici delle Miniere, con sede presso la Comunità montana, via Antonio Busetti n. 28 (Spoleto). In seguito l’attività della Associazione ha interessato e coinvolto anche altri comuni del comprensorio comunitario, tra i quali ricordiamo i Comuni di Massa Martana, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi, che hanno aderito con entusiasmo a questa importante iniziativa.

L’Associazione Amici delle Miniere ha il compito di “... perseguire azioni fattive per il recupero della memoria storica dell’attività mineraria, di quanto le miniere hanno rappresentato per le passate generazioni delle popolazioni di buona parte del territorio regionale, sia da un punto di vista culturale, sia sociale ed economico...” – come puntualmente citato all’art. 4 dello Statuto.

Per essere sempre aggiornato sulle attività della Associazione e per avere informazioni sulle modalità di iscrizione: http://www.amicidelleminiere.it/

Parole chiave: miniere - Associazione - Valle Umbra
 

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