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La nuova frontiera della pubblica amministrazione: la democrazia digitale

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La nuova frontiera della pubblica amministrazione: la democrazia digitale

Dagli anni ‘90 del ventesimo secolo un rinnovamento profondo caratterizza la vita della Pubblica Amministrazione italiana: innovazione e modernizzazione divengono complementi di una necessità stringente.

Cambia la visuale.

Cambiano l'erogazione del servizio e lo svolgimento del procedimento amministrativo, che sono ora fondati sui principi di trasparenza, semplicità, partecipazione, efficienza, efficacia ed economicità.

La Pubblica Amministrazione entra nella società dell'informazione e della conoscenza: una società caratterizzata da una continua e rapida evoluzione delle tecnologie; capace d'incidere sulle attività e sui comportamenti degli individui e delle imprese ma anche sugli eventi sociali, economici e politici che avvengono nella società stessa.

Nasce l'Amministrazione digitale che agisce sulla base di una preventiva analisi delle reali esigenze della collettività ed utilizza strumenti e metodi per valutare il grado di soddisfazione dei cittadini-utenti.

In questo quadro di sviluppo il documento informatico, la firma digitale, la posta elettronica, il protocollo informatico, l'archiviazione ottica dei documenti diventano strumenti insostituibili nell'attività della Pubblica Amministrazione; internet, intranet, portale, rete civica, connettività, punti d'accesso, banda larga, wireless, servizi on line (ed altro ancora) diventano espressioni comuni nel vocabolario del dipendente pubblico.

Lo sviluppo del sistema è servire il cittadino tramite la rete, dare informazioni on line sui servizi erogati. L'esperienza della rete civica - sistema di comunicazione di tipo telematico che pone in relazione soggetti pubblici e privati e nel quale le istituzioni del territorio giocano un ruolo fondamentale - assicura a partire dalla metà degli anni '90 del ventesimo secolo la funzione di promozione della società dell'informazione e della conoscenza; consente la crescita di questo modello di sviluppo e favorisce la sperimentazione di nuove forme partecipative.

La modernizzazione tecnologica crea valore aggiunto e contribuisce al nuovo ruolo della Pubblica Amministrazione come risorsa per la società, nel rispetto assoluto della dignità del cittadino: aspetto delicatissimo che si lega ai principi fondanti della democrazia digitale, alla sicurezza dei dati e al rispetto della privacy.

L'art. 1 del Decreto lgs. 196/2003 sancisce che ogni cittadino ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano e l'art. 2, comma 1 "garantisce che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità dell'interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all'identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali".

L'Amministrazione digitale deve adottare tutti i sistemi di sicurezza consentiti dallo sviluppo delle tecnologie informatiche per garantire la privacy dei cittadini ed assicurare il buon uso dei dati posseduti.

Questi principi sono alla base delle azioni di tutti i soggetti che trattano i dati dei cittadini, siano essi pubblici che privati: la normativa non permette corsie preferenziali.

La transizione al sistema dell'eGovernment si presenta come una nuova modalità dell'azione pubblica.
Anche questo passaggio è segnato da normative e circolari che impongono alle Amministrazioni nuovi obiettivi.
Le conducono, passo dopo passo, lungo questo complesso ed articolato percorso di sviluppo; le accompagnano puntualmente dal punto di vista regolamentare, ma non altrettanto efficacemente in termini di risorse.

Il Codice dell'Amministrazione digitale (art. 53, comma 1) fissa i principi sui quali costruire i nuovi portali della Pubblica Amministrazione: usabilità, reperibilità, accessibilità, completezza, affidabilità, interoperabilità, chiarezza, qualità ed omogeneità.

I diritti digitali

Ripete i concetti di accessibilità e di usabilità, già indicati da alcune normative precedenti (come la L. 4/2004): i portali e i servizi in rete delle Amministrazioni devono essere organizzati e realizzati in modo da consentirne la più ampia fruibilità; devono essere sviluppati sulle esigenze del cittadino-utente secondo gli eventi principali che ne regolano la vita.

L'Amministrazione digitale ne considera undici, sia per la vita del cittadino sia per quella dell'impresa.

Il rinnovamento in senso tecnologico dell'azione amministrativa assicura, dunque, trasparenza e pubblicità diffusa.

In questo modo rende indifferibile anche la cura della qualità.

Il Codice dell'Amministrazione digitale (art. 54, comma 4) afferma che tutti i dati pubblicati sui portali della Pubblica Amministrazione devono essere sicuri e conformi agli originali, certificati nella qualità dalla loro stessa provenienza pubblica.
Rende ancora più evidenti i principi (art. 54, comma 1) introdotti dalla L. 241/90 ed aggiornati con la L. 15/2005.

Impone la pubblicazione in rete del nome del responsabile; lo collega univocamente ad una casella di posta elettronica grazie alla quale tutti i cittadini possono avviare un colloquio che permetterà, potenzialmente, di ricevere risposte in tempo reale.

Così il tempo assume un peso ed un valore noti, segnando un altro passaggio chiave della modernizzazione tecnologica.

L'attenzione alla soddisfazione dei bisogni dei cittadini è alla base del sistema di trasformazione ed innovazione amministrative: i cittadini partecipano alle decisioni pubbliche in un processo di collaborazione e costante coinvolgimento.

Superata la partecipazione limitata alla semplice raccolta delle preferenze, i cittadini possono essere coinvolti in un ruolo propositivo tramite web, fax, sms o e-mail e promuovendo iniziative on line di eVote.

Si aprono le porte dell'eDemocracy.
La democrazia della comunità digitale utilizza internet e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) per rendere più aperte, trasparenti e controllabili le azioni dei governi, aumenta la partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali, per una legislazione più vicina e condivisa.

È l'avvio dell'era della governance, della costruzione di un'"idea" del futuro condivisa e valutata come auspicabile.

L'insieme di questi passaggi, tuttavia, non è stato e non è un fluido susseguirsi di norme ed eventi coerenti, che seguono una linea di corrente morbida e piana. È piuttosto un processo innovativo che ha prodotto elementi di forte criticità.

Su uno, in particolare, fermiamo la nostra attenzione: il digital divide.
Lo possiamo valutare da diversi punti di vista: del cittadino-utente che non sempre è in grado di usufruire appieno delle nuove opportunità che la modernizzazione tecnologica della Pubblica Amministrazione potrebbe consentirgli; del cittadino-utente di Amministrazioni che non sempre hanno saputo o potuto mantenere il passo imposto dal processo di rinnovamento digitale.

Nel primo caso pensiamo all'anziano, al diversamente abile, all'indigente.
Il progetto eEurope dedica particolare attenzione a quei 37 milioni di cittadini europei con disabilità visive, cognitive o motorie per consentire a tutti di partecipare a pieno titolo alla vita sociale e lavorativa.

Nel secondo caso pensiamo alle piccole realtà territoriali ove un'intrinseca ridotta capacità, sia in termini di risorse umane sia finanziarie, ha sino ad oggi impedito l'affermarsi del processo di modernizzazione digitale.

Il superamento del digital divide è la frontiera attuale dell'innovazione nelle amministrazioni pubbliche.
Queste, tuttavia, non possono correre il rischio che un divario di tipo tecnologico diventi un divario nella fruizione democratica della società.

Per questo dovranno proseguire nel processo avviato impegnandosi a rimuovere le differenze tra le piccole e le grandi comunità, tra le diverse aree geografiche, tra i cittadini.
Dovranno superare i localismi e favorire il riuso delle tecnologie digitali per una condivisione che si basi efficacemente sul principio di sussidiarietà, introdotto con la riforma al titolo V della Costituzione (L. costituz. 3/2001).

Per lo stesso motivo dovranno cogliere le opportunità di crescita per i cittadini, ma anche per i dipendenti, offerte dalle moderne metodologie di eLearning.
Nell'acquisto di beni e servizi informatici, infine, dovranno valutare con attenzione i requisiti d'accessibilità.

Solo così le Amministrazioni pubbliche potranno essere il motore del cambiamento sociale in atto e potranno consentire a tutti i cittadini di concorrere da protagonisti alla nuova frontiera: la democrazia digitale.

di Tiziana Ravagli

 

 

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