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La comunicazione ambientale

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La comunicazione è alla base di ogni processo vitale, sociale e politico, degli esseri viventi.

Jurgen Habermas scrisse: “…la specie umana si conserva grazie alle attività socialmente coordinate dei suoi membri … questo coordinamento deve essere stabilito mediante la comunicazione…”.

La scelta dello sviluppo sostenibile della società è certamente parte delle attività socialmente coordinate degli esseri umani il cui coordinamento può essere raggiunto tramite la comunicazione ambientale: spazio pubblico nel quale si generano la conoscenza, la negoziazione e, infine, la costruzione stessa del sistema ambientale.

Uno stretto legame unisce le due parole al centro di questa riflessione: ambiente e comunicazione; sono termini basati su concetti di natura relazionale, ecologica e reticolare che fondano e uniscono soggetti diversi ponendoli in connessione tra loro.

Un impegno delle amministrazioni pubbliche sulla comunicazione ambientale

La Convenzione di Aarhus - Convenzione sull’accesso all’informazione, sulla partecipazione del pubblico al processo decisionale e sull’accesso alla giustizia in materia ambientale - individua il cittadino quale attore principale del processo di cambiamento, necessario per contribuire fattivamente alla promozione dello sviluppo sostenibile.

Le amministrazioni pubbliche devono assumere l’impegno di coinvolgere i cittadini nei processi decisionali, agevolando ogni iniziativa che gli consenta una partecipazione efficace, la tutela del diritto di vivere in un ambiente ottimale, raggiungere il benessere e conservare la salute.

Partecipare le iniziative ambientali ai cittadini significa mettere a disposizione di tutti le conoscenze più aggiornate in materia di territorio.
Significa rendere il cittadino più informato e consapevole dei propri diritti anche in rapporto alla cultura e allo sviluppo del luogo in cui vive; significa renderlo cosciente delle caratteristiche, fragilità, criticità, potenzialità insite nel proprio territorio e porre, quindi, le basi per lo sviluppo sociale ed economico, partecipato e sostenibile.

Questo vuol dire proporre strategie che tengano conto del proprio patrimonio di tradizioni e cultura, delle proprie competenze, delle ubicazioni strategiche sia fisico-geografiche sia nella rete virtuosa delle conoscenze, delle caratteristiche ecologiche che rendono ogni territorio unico e particolare, delle infrastrutture educative e culturali locali.

Fondare lo sviluppo del proprio territorio su questi fattori e comunicare l’ambiente con coscienza e cognizione non può che favorire una risposta più consapevole dei cittadini di fronte a qualsiasi tema legato alla trasformazione del territorio: dall’attuazione dei parchi alla costruzione d’infrastrutture a più elevato impatto ambientale.

In linea con quanto illustrato, lo stato italiano ha emanato il Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 195, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 222 del 23 settembre 2005, in attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale.

Il decreto legislativo stabilisce i principi generali in materia d’informazione ambientale, per:

  • garantire il diritto d'accesso all'informazione ambientale detenuta dalle autorità pubbliche e stabilire i termini, le condizioni fondamentali e le modalità per il suo esercizio
  • garantire, ai fini della più ampia trasparenza, che l’informazione ambientale sia sistematicamente e progressivamente messa a disposizione del pubblico e diffusa, anche attraverso i mezzi di telecomunicazione e gli strumenti informatici, in forme o formati facilmente consultabili, promuovendo a tale fine, in particolare, l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione

Una comunicazione di pubblica utilità

La comunicazione ambientale è una comunicazione di pubblica utilità che si fonda su tre principi fondamentali:

  • è un servizio
  • deve poter promuovere cambiamenti sociali nell’interesse della collettività e dei singoli individui che la compongono
  • deve avere come obiettivo il sostegno di cause ambientali e di sviluppo sociale ed economico sostenibile attraverso un elevato consenso sociale

La comunicazione e l’informazione ambientale sono dunque da annoverare fra le attività di servizio, in cui si può inserire anche la comunicazione culturale, necessarie a migliorare il rapporto etico tra Amministrazioni pubbliche e cittadinanza; costituiscono insieme uno dei settori di maggiore impegno, sia in termini di risorse umane sia economiche, ove si può prevedere un forte incremento degli investimenti.

Richiedono persone preparate ed eticamente corrette, in grado di gestire la comunicazione in una logica non di propaganda ma di funzionalità operativa e quindi di servizio pubblico istituzionale fondamentale per lo sviluppo sostenibile della società.

Tratto da: TreviAmbiente un progetto di comunicazione ambientale un progetto da comunicare, tesi per un Master di II livello in Comunicazione pubblica, di Tiziana Ravagli

 

 


 

 

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